«Egli era maestro a Torino, e andò per tutto
l’inverno a far lezioni ai prigionieri, nelle Carceri Giudiziarie. Faceva
lezione nella chiesa delle carceri, che era un edificio rotondo, e
tutt’intorno, nei muri alti e nudi, vi son tanti finestrini quadrati, chiusi da
due sbarre di ferro incrociate, a ciascuno dei quali corrisponde di dentro una
piccolissima cella».
Spesso i
luoghi raccontano uno spaccato di storia italiana triste e vergognosa, luoghi
che rivelano una “terribile bellezza”. Un fascino che suscita interesse e
voglia di non dimenticare.
Questa sera
parleremo delle carceri di Torino, scenario di vita, sofferenza ma soprattutto
di storia, quella con la S maiuscola.